Chi, davanti ai cartoni animati giapponesi dell’infanzia, non si è chiesto almeno una volta cosa fossero quelle scatoline avvolte in un fazzoletto e piene di cibi colorati che si vedevano mangiare per pranzo a scuola?
Si tratta degli o-bento, o semplicemente bento, ovvero del pranzo da asporto tipico del Giappone.
La parola “bento” indica sia il contenitore, sia il suo contenuto, che i giapponesi sono soliti mangiare ogni qualvolta debbano pranzare fuori casa: a scuola, al lavoro, in viaggio… Insomma, sono la loro versione del nostro panino.
La scatola che contiene il pasto può essere di vari materiali (legno laccato o metallo, soprattutto per i bento tradizionali, o più comunemente in plastica) ed in mille forme e colori.
Solitamente è composta di almeno due piani o scomparti, così da dividere meglio i vari cibi.
Il bento, infatti, contiene un pasto completo, composto tradizionalmente da una parte di carboidrati (pasta, pane o più frequentemente riso), accompagnati da proteine (carne, pesce, uova) e verdure come contorno, fonte di sali minerali e fibre; nel bento o in piccoli contenitori a parte possono poi essere aggiunti frutta fresca o secca e piccoli dolcetti.
Grande attenzione è quindi prestata alla composizione del pasto, affinché ne risulti un insieme bilanciato e salutare.
Ma altrettanto importante, nella preparazione di un bento, è il lato estetico: disporre i cibi con cura, facendo attenzione agli accostamenti di colore ed alle forme, in modo decorativo e visivamente gradevole, è fondamentale.
Tutti i cibi devono poi essere in piccoli pezzi, a misura di boccone, affinché possano essere mangiati facilmente usando le bacchette o una piccola forchetta da viaggio.
Per quanto riguarda le ricette ed i modi di cottura, non c’è limite alla fantasia: carne e pesce possono essere cotti nel modo preferito e poi tagliati in bocconi, le verdure possono essere crude o cotte, le uova possono essere sode, strapazzate oppure a frittata.
Come dolce possono essere aggiunti biscotti, cioccolatini, pasticcini o piccole fette di torta, mentre la frutta può essere intera, tagliata a fettine o a macedonia.
Solitamente, il bento è accompagnato da una serie di accessori che compongono un vero e proprio set da viaggio: oltre ai già citati side-dish, per frutta, dolci o quanto non entra nel bento, le bacchette (hashi) o le posate da viaggio con case, piccoli contenitori di plastica per i condimenti, da aggiungere alle pietanze solo all’ultimo momento, picks, foglietti di plastica per separare i cibi e decorazioni varie, il fazzoletto da annodare attorno al bento (furoshiki) oppure la borsetta in cui trasportarlo (kinchaku), che può anche essere termica, così come il portabottiglie per le bibite.