Sono sempre meno le specie animali e vegetali di cui l’uomo si nutre, e la nostra dieta sta diventando sempre più monotona e poco diversificata.
Questo preoccupante risultato è quanto emerge da un rapporto della Fao, Food and Agriculture Organization, l’organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura, che si occupa del controllo dei livelli di nutrizione, della tutela e dello sviluppo della produzione agricola delle popolazioni rurali maggiormente in difficoltà, allo scopo di migliorare la loro esistenza e favorire lo sviluppo economico mondiale.
È stato calcolato che nel corso della storia l’uomo ha coltivato, per la propria alimentazione, circa 10.000 specie vegetali ed allevato circa 5.000 specie animali.
Un numero impressionate, che negli ultimi cinquant’anni ha visto, però, una drastica riduzione, a causa di fenomeni quali la globalizzazione e l’industrializzazione, di cui l’uomo è diretto responsabile.
La maggior parte delle varietà animali e vegetali di cui ci nutriamo sta scomparendo: dagli studi effettuati risulta che nel ventesimo secolo circa il 75% delle specie è andato perduto, ed ormai, nei paesi sviluppati, la dieta umana è costituita da 12 specie vegetali e circa cinquanta specie animali, ma solo 20 specie compongono i tre quarti del consumo totale dell’intera popolazione mondiale.
Una tendenza indubbiamente pericolosa, che sta minacciando la biodiversità animale e vegetale del pianeta, oltre che la nostra salute e la nostra cultura alimentare.
Per fare alcuni esempi: delle 7.100 varietà di mela che crescevano negli Stati Uniti tra il 1894 ed il 1904, circa 6.400 sono scomparse.
Perduti sono anche il 95% delle specie di cavolo, il 91% di quelle di grano e più di 400 tipi di pomodoro.